«Finalmente un incontro con altri che mi capiscono!» era il pensiero che attraversava la mente di Patrick quando iniziò lo studio biblico. Quei ragazzi provenivano da vari paesi e sapevano cosa significasse non appartenere pienamente al luogo in cui vivevano. Patrick si sentiva a suo agio e tranquillo, certo che nessuno lo avrebbe visto come un estraneo. Di recente la sua famiglia si era trasferita lì da un paese lontano e lui aveva sperimentato cosa volesse dire essere uno straniero a motivo del proprio aspetto, delle proprie abitudini e della propria cultura. Patrick aveva atteso quel momento con grande emozione, sicuro di poter stringere amicizie durature e di crescere nella fiducia in sé stesso.
Poco prima dell’inizio dello studio, tutti si presentarono e Patrick non ebbe difficoltà a fare amicizia con gli altri ragazzi. Tuttavia, quando lo studio ebbe inizio, cominciò a sentirsi a disagio: stavano parlando proprio di ciò che lui avrebbe voluto lasciarsi alle spalle: l’essere diversi. Patrick stava ancora imparando la nuova lingua e gli risultava faticoso nascondere le sue origini. «Ma perché sono così diverso dagli altri?» era una domanda che tornava a galla di tanto in tanto, proprio come in quel momento. Poi lo studio prese una piega inaspettata.
Dopo aver riflettuto sugli aspetti che li rendevano diversi dal contesto in cui vivevano, emerse una verità preziosa: Dio ti ama per quello che sei. E non solo: Dio ti ha creato avendo nella Sua mente il tuo aspetto e il tuo carattere. Egli è un Creatore amorevole. Ricordare questa semplice verità portò a Patrick un sollievo inatteso. Fu una liberazione rendersi conto che non doveva sforzarsi di conformarsi agli altri. Patrick lesse il passo di Filippesi 3:20, che dice: «Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore». Quelle parole elevarono il suo sguardo al di sopra delle circostanze e del contesto presente, per fissarlo più in alto, verso la dimora celeste preparata da Dio, della quale aveva ricevuto la cittadinanza celeste al momento della sua conversione. Patrick si sarebbe impegnato a conoscere meglio la nuova cultura del paese in cui viveva, questa volta ricordando di tenere gli occhi fissi su Dio e sulla grandezza della sua eredità celeste.



