Autostima o riconoscimento?

È sempre più frequente imbattersi in proposte che promettono di accrescere l’autostima, intesa come la capacità di attribuirsi valutazioni positive in base ai propri parametri, alle proprie capacità e al proprio valore personale. Questo modo di agire assomiglia però a una sorta di doping: serve a rafforzare qualcosa che, in realtà, non ha fondamenta solide. Secondo la rivelazione divina, la vera stima di sé si stabilisce a un livello più profondo, quello spirituale. Essa nasce dalla consapevolezza che esiste un amore che ci ha voluti: l’amore del Creatore. Lo afferma il Salmo 100:3: «Riconoscete che il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti e noi siamo suoi; siamo suo popolo e il gregge di cui egli ha cura».

Fin dalle prime pagine della Bibbia è detto chiaramente che il genere umano è voluto dal Creatore. Questo è evidente nelle parole pronunciate da Dio stesso: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza» (Ge 1:26). Inoltre, l’uomo è stato posto in un luogo ideale, dove poter vivere la propria esistenza nel pieno rispetto della sua dignità (Ge 1:24-25). Su di lui fu pronunciata anche la benedizione divina: «Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; lo creò maschio e femmina e li benedisse, dando loro il nome di “uomo”» (Ge 5:1-2). Con queste parole, il Creatore definì il supremo valore della sua creatura e l’intenso rapporto di dipendenza che esiste tra l’uomo e Dio. Se l’essere umano dimenticasse tutto questo, si esporrebbe a un grande pericolo: sarebbe come un sommozzatore sott’acqua che esaurisce la propria riserva di ossigeno. In una situazione simile, un corso di nuoto servirebbe a ben poco; il suo bisogno urgente sarebbe una bombola piena di aria pura. Allo stesso modo, l’aria pura per l’uomo consiste nel ritrovare la riconciliazione con Dio per mezzo di Gesù Cristo e nell’appropriarsi del beneficio del Suo sacrificio. 

Ricorrere a stimolanti quando ci si sente persi, vuoti o scoraggiati significa solo allontanarsi dalla risposta di cui si ha realmente bisogno. Gesù ci rivolge parole molto chiare: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15:5). Con Lui, invece, tutto si può. Come afferma l’apostolo Paolo: «Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica» (Fl 4:13). È l’unione con Cristo che ci permette di ritrovare sia l’autentica dignità, sia la capacità di realizzare propositi validi, perché conformi alla natura morale di Dio. Dio ci ama e per Lui siamo importanti; per questo Gesù ha pronunciato queste parole: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» (Mt 11:28).

Gesù ha dato la Sua vita per condividerla con te: non sprecarla. Riconosciti nella Sua stupenda persona.

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