L’identità che nessuno può toglierti

“Ma quanto sei bella!” “Nel tuo compito ti ho dato un nove!” “Sei stato bravissimo nella gara!” “Ma non hai capito proprio niente…?!” Che siano positive o negative, le opinioni degli altri su di te hanno avuto un impatto sulla tua autostima e allora, magari, ti chiedi: ma io, chi sono davvero? Sono quella che riceve complimenti per la bellezza esteriore, allora non posso mai fallire, devo apparire sempre impeccabile. Oppure sono un bravo ragazzo che prende sempre ottimi voti e i professori ormai se lo aspettano, quindi non posso deluderli. O magari sono il membro della squadra che aiuta a portare a casa la vittoria, ma cosa succede se la prossima volta non ce la faccio? 

Chi sei davvero, quando ti guardi allo specchio, quando sei da solo, quando magari nessuno reagisce a una delle tue ultime storie su Instagram? Se è vero che sei stato fatto da un Creatore, è anche vero che Lui ti conosce perfettamente, conosce ciò che gli altri vedono ma anche quello che tieni nascosto. 

Hai mai pensato a Michelangelo? Non credi che conoscesse ogni minimo dettaglio delle sue opere? Le aveva create lui, lavorando ore, giorni, mesi: quanto più Dio! L’autore del Salmo 139 parla in modo meraviglioso dell’opera del Dio Creatore: “La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci. Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.” Ecco chi sei: una creatura di Dio, voluta e amata, ma c’è di più. Non siamo automaticamente figli di Dio: Dio ci ha creati, ma figli lo diventiamo per scelta ed è qui il punto centrale della tua identità, perché se comprendi che Dio ti ama e ti ha creato, allora puoi conoscerlo attraverso la Sua Parola. Nel Nuovo Testamento scopri che Gesù vuole donarti un’identità sicura che non cambia in base alle circostanze o alle tue prestazioni: chi crede in Gesù è una nuova creatura, amata da Dio nonostante le proprie imperfezioni. Nella lettera agli Efesini al capitolo 2 (versetti 1 e 5) l’apostolo Paolo scrive: “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati… Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati).” Allora la tua identità non deve dipendere da ciò che dicono gli altri, che tra l’altro può cambiare in un attimo.

Io so chi sono perché conosco Colui che mi chiama per nome e mi dice: “Reby, tu sei mia.” Gesù mi ha donato una nuova vita. È vero: prima ero una peccatrice che cercava disperatamente la risposta alla domanda “Chi sono?” e quella risposta l’ho trovata in Gesù, dalla disperazione alla gioia, dal non sapere chi fossi a un’identità che nessuno potrà mai togliermi: figlia di Dio, liberata dal passato e resa nuova grazie a ciò che Gesù ha fatto per me!

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