Chi sono io davvero?

Chi sono? Sono sicuro che molte volte ti sia posto questa domanda e sono altrettanto sicuro che tu abbia provato più volte a darti una risposta. Sono un essere umano, sono maschio o femmina, sono figlio o figlia dei miei genitori, sono uno studente o una studentessa, un giocatore di calcio o una giocatrice di pallavolo; sono più portato per la matematica o per l’italiano, sono appassionato di calcio o appassionata di moda, sono cittadino o cittadina della mia città e della mia nazione, sono contraddistinto dalle mie caratteristiche fisiche… e potremmo continuare ancora a lungo. Tuttavia, sono certo che nessuna di queste risposte, pur essendo tutte corrette, ti abbia davvero soddisfatto fino in fondo. Forse ti stai chiedendo come faccia a esserne così certo. Semplicemente perché, soprattutto alla tua età, anch’io mi sono posto la stessa domanda e ho cercato le stesse risposte che, se da un lato mi davano qualche indicazione, dall’altro non mi hanno mai soddisfatto pienamente. Oggi, invece, vorrei parlarti di una risposta che soddisfa davvero.

Nella Bibbia, un giovane pastore di nome Davide, mentre pascolava il suo gregge di notte, si mise a contemplare il cielo stellato e, davanti a tanta bellezza, disse rivolto al Signore: «Quando considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché tu ne prenda cura? Eppure tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio e lo hai coronato di gloria e di onore» (Sl 8:4-5). La domanda che si pose Davide è la stessa che ti stai ponendo tu e che mi sono posto anch’io, soprattutto quando avevo la tua età: chi sono io? La risposta che Davide trovò, però, è speciale e, se ancora non l’hai considerata, ti invito a farlo seriamente. Quale fu questa risposta? Davide la trovò nel Signore. Egli rivolse la sua domanda a Dio, l’unico capace di dare una risposta soddisfacente ad un interrogativo così profondo, che spesso mette in crisi anche la nostra identità. Rivolgendosi a Dio, Davide scoprì di essere una creatura fatta da Lui, a Sua immagine e somiglianza: «tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio».

In Genesi è scritto che Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza (Ge 1:26). Questa è la risposta che davvero soddisfa la domanda “Chi sono io?”: sono una creatura di Dio, fatta da Lui stesso a Sua immagine e somiglianza. Da qui può partire la definizione della tua identità: sei una creatura di Dio. Come tutte le creature di Dio, c’è ancora un altro elemento fondamentale da considerare. Davide rimase stupito nel vedere che, in mezzo all’immensità del creato, Dio si ricordasse dell’uomo e si prendesse cura di lui. Non siamo solo creature di Dio, ma creature speciali, le uniche di tutto il creato fatte a Sua immagine e somiglianza. Questo ricordo e questa cura speciale, Dio li ha dimostrati venendo sulla terra per donarci un altro tratto essenziale della nostra identità: renderci Suoi figli attraverso l’opera di Cristo Gesù. Così, oltre a essere creature, possiamo aggiungere un altro tassello fondamentale della nostra identità: siamo “figli da Lui amati” (Ef 5:1).

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