È meraviglioso vedere come mio figlio di due anni già gioisca nell’ascoltare la musica. Ha la sua canzone preferita e la riconosce fin dalle prime note. Non si limita ad ascoltarla ma inizia a danzare, emette grida di gioia e prova a cantare. Poi, però, quando la canzone finisce, la “musica” cambia. Per lui è la fine del mondo. La felicità si tramuta in irritazione, mentre noi gli diciamo con amore: “Perché ti comporti così? Non è successo nulla di grave”. Tutti noi ricordiamo di aver vissuto episodi simili caratterizzati da veri e propri “sbalzi emotivi”.
Nella Bibbia troviamo la storia di Giona, un profeta chiamato da Dio ad annunciare un giudizio imminente sulla città di Ninive. Dopo una disubbidienza iniziale e diverse peripezie, giunse in città e tutti, inaspettatamente, si ravvidero grazie al suo messaggio. Dal libro di Giona leggiamo: “Dio vide ciò che facevano (i niniviti), vide che si convertivano dalla loro malvagità e si pentì del male che aveva minacciato di fare loro; e non lo fece. Giona ne provò gran dispiacere e ne fu irritato” (Gn 3:10-4:1).
Giona si trovò a vivere delle vere e proprie “montagne russe” di emozioni: il dispiacere e l’irritazione per quello che accadde a Ninive furono talmente forti da generare nel profeta il desiderio di morire. Il Signore come un padre amorevole gli domandò: “Fai bene a irritarti così?” (Gn 4:4). Per calmarlo e per fargli capire quanto fosse sbagliato quel sentimento il Signore fece crescere una pianta di ricino, vedendo la quale, Giona, provò una grandissima gioia. Ma il giorno successivo il Signore fece seccare la pianta e, nuovamente, Giona chiese di morire. Dio gli domandò ancora: “Fai bene a irritarti così a causa del ricino?” (Gn 4:9). Sopraffatto dall’emozione, Giona rispose: “Sì, faccio bene a irritarmi così” (Gn 4:9). Il Signore replicò: “Tu hai pietà del ricino per il quale non ti sei affaticato, che tu non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito; e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone?” (Gn 4:10-11).
Le emozioni, se non governate, possono indurci a desiderare qualcosa di sbagliato, illudendoci addirittura di essere nel giusto. Con l’aiuto del Signore, invece, esse vanno vissute con equilibrio al fine di giungere ad una stabilità. Non sono solo i bambini a fare i capricci seguendo l’onda delle emozioni. Magari oggi, ci irritiamo perché le cose non vanno secondo i nostri piani, perché qualcuno non ascolta quello che gli chiediamo o perché ci viene tolto uno smartphone, il computer, lo scooter. Facciamo attenzione alla nostra irritazione perché potrebbe rivelarsi profondamente pericolosa per le nostre scelte e i nostri desideri. In quei momenti, ricordiamoci della domanda che il Signore rivolse a Giona: “Fai bene a irritarti così?”.



