Se giochi a calcio, pratichi uno sport di contatto o hai semplicemente guardato una partita in TV, sai cos’è un fallo di reazione: un’azione irregolare, spesso a gioco fermo, compiuta per rispondere a un fallo subito in precedenza. Le reazioni violente dettate dall’impeto rivelano che c’è qualcosa in noi che richiede un cambiamento radicale. Nessuno ne è immune: chi in modo immediato, chi più nascosto, siamo tutti esposti al rischio di reagire con aggressività verso gli altri, anche solo a livello verbale.
Tuttavia, se è pur vero che la rabbia può innescare risposte istintive, dobbiamo renderci conto che possiamo scegliere di non farci dominare dall’impulsività. Come? Guardando all’esempio di Gesù.
Pietro e Gesù reagirono in modi opposti pur vivendo la medesima situazione: “Ed ecco, uno di quelli che erano con lui [Pietro], stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l’orecchio. Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada periranno di spada. Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio, che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli? Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?” (Mt 26:51-54).
L’intento di Pietro era nobile: voleva aiutare il suo Maestro. Eppure, il suo gesto non era ciò che Gesù desiderava. Fu una reazione impulsiva, tipica di chi vuole mostrarsi forte senza aver prima riflettuto. Pietro agì senza consultare Gesù, convinto di fare la cosa giusta, ma commise un errore. L’orgoglio umano non può mai essere la nostra guida.
Quante volte capita anche a noi di rispondere male a chi ci contraddice, o di escludere dalla nostra vita chi non si è comportato correttamente con noi?
Pietro usò la forza, dimenticando che Gesù insegnava ad amare i propri nemici. Il Signore, con voce ferma, bloccò quell’attacco e lo rimproverò: “Riponi la tua spada al suo posto”. Gesù non aveva bisogno di essere difeso, avrebbe potuto invocare legioni d’angeli, ma la volontà del Padre era un’altra. Pur avendo tutto il potere dell’universo, non ne usò nemmeno una briciola a proprio favore. Ricordiamo quanto scritto nella lettera ai Romani: “Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio” (Ro 12:19).
Se senti di essere costantemente a rischio di commettere “falli di reazione”, chiedi al Signore di rinnovare il tuo cuore. Lasciarsi guidare da Lui, specialmente nei momenti di tensione, è la vera vittoria. Non c’è orgoglio umano che possa condurci verso il bene. Solo seguendo Dio eviteremo i falli di reazione nella partita della nostra vita.



