Nel ventre buio di un pesce

Per cercare di comprendere l’esperienza della depressione, un abisso in cui ogni essere umano può scivolare, è utile esaminare il libro di Giona, in particolare, il modo in cui il profeta vi sprofondò e il percorso che lo portò a uscirne. Spesso, all’origine di uno stato depressivo, vi è una contrarietà, un dolore profondo o una realtà che non corrisponde alle nostre aspettative.

In quei momenti, invece di rifugiarci nel Signore, rischiamo di innescare una sequenza di passi che portano dalla disubbidienza, alla ribellione, fino all’ostinazione. Voltiamo le spalle a Dio, fuggiamo da Lui e accompagniamo la nostra caduta con il desiderio di non rialzarci più, preferendo quasi, come fece Giona, di finire “in mezzo al mare”.

Trovarsi tra i flutti, nel ventre buio di un pesce, è una potente metafora di come ci si sente quando si è schiacciati dalla depressione: un luogo di isolamento, oscurità e assenza di via d’uscita.

Spesso chi soffre pensa erroneamente di essere stato abbandonato da Dio, mentre la radice del disagio risiede proprio nell’essersi allontanati da Lui. Giona riuscì a uscirne solo quando alzò nuovamente lo sguardo, riconoscendo la sovranità e la bontà di Dio, e decidendo di tornare a Lui.

Purtroppo, chi attraversa una depressione viene spesso giudicato o criticato senza compassione. Giona stesso, tra tutti gli uomini di Dio descritti nella Bibbia, è forse quello che ha ricevuto e continua a ricevere i giudizi più severi. Eppure, nella sua storia c’è un progetto meraviglioso che sovrasta ogni critica umana. Quando Giona uscì dal pesce, dopo quell’esperienza drammatica, fu in grado di predicare a una città immensa, portando al ravvedimento oltre centoventimila persone. Non esiste nella Bibbia una conversione di massa più grande di questa. Questo deve farci riflettere. Il nostro compito è soccorrere e restaurare chi vive una sofferenza fisica e psichica, aiutandolo a comprendere che il Signore può trasformare anche il “ventre del pesce” in un momento di formazione del carattere, in vista di una missione straordinaria che intende affidargli.

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