Secondo un recente sondaggio, oltre il 92% degli adolescenti utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale (IA). Quasi la metà afferma di aver chiesto aiuto a strumenti di IA quando si sentiva triste, solo o ansioso, o per ottenere consigli su relazioni, sentimenti, scuola o lavoro. La caratteristica più apprezzata dell’IA è il fatto che “è sempre disponibile”, “mi capisce e mi tratta bene” e “non mi giudica”. Molti ragazzi e ragazze preferiscono appartenere alla categoria di quelli che si confrontano con uno strumento IA piuttosto che con una persona reale. E tu appartieni a questa categoria?
Quella dell’IA è una rivoluzione digitale che tocca tantissimi aspetti della nostra esistenza. Che ci piaccia o no, dobbiamo farci i conti. Come per tutte le nuove tecnologie, è importante capire come funziona, in cosa ci si può aspettare dei buoni risultati e cosa invece è un uso improprio. I grandi modelli del linguaggio che girano nei chatbot sono una rappresentazione matematica del linguaggio umano costruita partendo da gran parte dei testi che esistevano in internet (inclusi i social!), e miliardi di libri scansionati. Questi modelli hanno spezzettato tutte queste parole e “imparato” a mettere in fila lettere, parole e frasi, ma solo sulla base della probabilità. Nessuna reale comprensione della domanda, ma solamente un calcolo che prevede lettere, parole e frasi più probabili sulla base di quello che è stato detto in passato e di quello che gli è stato chiesto. Quindi, a dispetto di quello che sembra, i chatbot non hanno idea di chi siamo né di cosa proviamo, non ci capiscono, non ci approvano, non ci giudicano, non possono provare sentimenti e sono disponibili finché c’è corrente, c’è rete e finché abbiamo pagato il nostro abbonamento!
“Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui”. Questa la constatazione di Dio (Ge 2:18) dopo aver creato Adamo. La solitudine, quel senso di disagio in qualsiasi relazione, porta l’uomo a cercare “aiuti” che non sono adatti a lui e che quindi sono un autoinganno. Adamo avrebbe potuto trovare compagnia in un cagnolino, ma sarebbe stata una proiezione della sua umanità su un essere che non appartiene all’umanità. Dio ha creato un altro essere umano per Adamo: Eva. Sembra incredibile, eppure è proprio in quella complessa interazione tra persone, raramente d’accordo al primo colpo, che si cresce e si matura. Tuttavia, oggi preferiamo fuggire da tutto questo e, anche a causa del nostro orgoglio, preferiamo starcene soli, chiusi nel nostro guscio.
Ricercare aiuto in un chatbot che parla come te, che sembra capirti, che non ti contraddice, potrebbe essere lo specchio della solitudine, di un senso di non appartenenza alla tua famiglia, ai tuoi coetanei, o alla chiesa che frequenti. Invece di rifugiarti in un algoritmo, alza gli occhi verso il tuo creatore che ti ama e che ti cerca, che non vuole che tu sia solo o sola. Cercalo nelle parole della Bibbia. Forse non tutto quello che ti dice ti piacerà sentirlo, ma è certo che ti farà un gran bene (Pr 16:20).
Fonte del sondaggio citato:
https://www.savethechildren.it/press/il-418-degli-adolescenti-si-e-rivolto-ailintelligenza-artificiale-chiedere-aiuto-quando-era
Domande per l’approfondimento
- Guarda le caratteristiche più apprezzate dei chatbot riportate all’inizio di questo articolo nelle parole tra virgolette. Qual è il punto di vista di quelle parole? Trovi che questo punto di vista sia comune? Trovi che sia giusto o sbagliato? Perché?
- Cosa pensi dei chatbot? Sai cosa sono? Li hai mai usati? Per che cosa? Cosa pensi delle risposte che hai ottenuto?
- I chatbot che usiamo oggi sono stati addestrati mettendo sullo stesso piano le parole della Bibbia e le parole scritte nei social, incluse le cattiverie dei cyber-bulli. Lo sapevi? Cosa comporta questo nel tuo modo di interagire con questi strumenti?
- Uno degli scopi dei chatbot è trattenerti più tempo possibile perché più tempo passi in chat, più è probabile che sarai disposto a pagare per avere il loro servizio. Cosa significa questo per te? Chiederesti un consiglio a una persona che non ha interesse a consigliarti ma a dirti cose che ti piacciono solo per trattenerti lì più tempo possibile?
- Ti è mai capitato di preferire la “disponibilità” e “l’approvazione” di uno strumento di IA come chat GPT a una sincera chiacchierata con mamma e papà o con un amico fidato e sincero? Sapresti spiegare perché?
- Se sapessi che un tuo amico è in difficoltà e sta chiedendo aiuto a uno strumento di IA come chat GPT invece che a te, ti dispiacerebbe? Cosa penseresti o faresti?
Sfida per il mese
Ogni volta che stai per chiedere aiuto a un chatbot per un tuo problema personale (scelte, difficoltà di vario genere o anche solo per avere compagnia), ogni volta che lo stai usando per sostituirlo a una persona reale, fermati e sostituisci quella chat con un momento di preghiera. Poi annota come è andata.



