La battaglia invisibile

A chi appartengo? A prima vista sembra una domanda banale. È facile rispondere parlando della nostra nazionalità o della nostra famiglia. Ma cosa succede se, invece, proprio questi elementi ci mettono in crisi?

La famiglia non si sceglie, la nazionalità nemmeno e, a volte, potremmo non voler nemmeno far sapere davvero a chi apparteniamo. Io sono tedesca e, spesso, quando qualcuno scopriva la mia nazionalità, la sua prima reazione era quella di richiamare pagine buie della storia del mio paese. Sinceramente, a volte, avrei voluto nascondere quell’origine. Oppure penso a una mia compagna di classe che non si sentiva a suo agio nel suo corpo di donna: per lei questa appartenenza era diventata una vera e propria battaglia.

Forse anche tu, per motivi diversi, conosci questo senso di imbarazzo legato alle tue origini. Nel mondo ci sono state, e purtroppo ci sono ancora, guerre per conquistare territori e chiamarli propri. E, che ci crediamo o no, esiste anche una battaglia invisibile per ogni anima, addirittura per la tua! La Bibbia dice che il nemico è il principe di questo mondo (Ef 2:2) e che tutti gli uomini, che lo vogliano o meno, a causa della loro natura umana fanno parte del suo regno. Per questo, dalla nascita, indipendentemente dal fatto che siamo tedeschi, italiani, femmine o maschi, apparteniamo al regno del nemico. Ma il creatore tuo e mio non vuole lasciarci lì! Lui vuole riconquistarci. Ecco perché esiste una battaglia, invisibile, tra le tenebre e la luce.

Il nemico cerca di confonderci: ci fa credere che tutto ciò che ha a che fare con Dio e con la sua Parola ci limiti e ci renda prigionieri. Ci fa pensare che amare e rispettare i genitori sia qualcosa di assurdo. Ci sussurra che la nostra identità non sia definita, che possiamo cambiarla come vogliamo e così ci ritroviamo confusi, pieni di dubbi sulla nostra appartenenza. Ma cosa succede se si taglia un albero dalle sue radici? Non resiste alla prossima tempesta, non può crescere, non sopravvive.

Non possiamo ridefinire ciò che il creatore ha stabilito. Se Gesù, il creatore di ogni cosa (Cl 1:16-20), ti ha voluto in questo paese, in quella famiglia e ti ha creato come ragazza o ragazzo, allora significa che ha un piano preciso per te!

Per poter rispondere con gioia e sicurezza alla domanda “a chi appartengo?”, è fondamentale conoscere il tuo creatore. Anche se il peccato ci ha separati da lui, Gesù vuole riportarci nel suo regno: da semplici creature a figli suoi! Ti invito a mettere da parte i tuoi pregiudizi, magari nati da esperienze difficili, e ad aprire la parola di Dio. Gesù ti ama, ti cerca e vuole accoglierti non solo nel suo regno, ma nella sua famiglia!

E allora, anche se la tua famiglia di origine fosse complicata, la tua vera appartenenza avrà radici forti, profonde ed eterne. Paolo nella lettera ai Romani affermò: “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Ro 6:23). Io appartengo a Cristo e questa è la mia sicurezza eterna! Lo sarà anche per te?

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