“La cena è pronta!”. James si alzò per spegnere la TV, ma la sua mente restava ferma all’episodio della sua serie preferita. Pensava in particolare a uno dei protagonisti, che agiva in modo sempre razionale perché totalmente privo di emozioni.
Mentre si dirigeva verso la cucina, James rifletteva sui cambiamenti delle ultime settimane: la nuova scuola, l’inserimento con i compagni, il rapporto con le insegnanti e il carico dei compiti. Tutto quel nuovo mondo lo aveva stancato al punto da sentirsi sopraffatto. Sapeva che il suo carattere ne aveva risentito: non era più lo stesso di qualche mese prima. Si arrabbiava facilmente, anche con chi non c’entrava nulla, e questo non faceva che peggiorare le cose.
Si chiese allora: “Cosa posso fare per cambiare il mio atteggiamento?”.
Capiva bene che quelle circostanze erano fuori dal suo controllo, ma non poteva far finta di niente e limitarsi ad aspettare che tutto tornasse alla normalità. Ripensò al personaggio della serie con un’ammirazione mista a invidia: “Farei meglio a non dare retta ai miei sentimenti; anzi, sarebbe più facile non provarne affatto”. Ma James sapeva che erano solo ragionamenti per sfuggire al problema. Quelle emozioni che si agitavano in lui erano impossibili da ignorare.
Nel frattempo, si era seduto a tavola in silenzio. Dopo la preghiera, la famiglia iniziò a cenare. Suo padre raccontava ciò che stava imparando al lavoro e di come il Signore si stesse prendendo cura di ogni dettaglio. “Ragazzi vorrei leggervi un passo che mi ha molto incoraggiato e che spero aiuti anche voi in questo periodo di cambiamenti, non sempre facili per la nostra famiglia”.
Queste parole catturarono subito l’attenzione di James. Suo padre lesse dal Salmo 42:11: “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio”.
James rimase colpito: ecco una persona con sentimenti reali e turbati che, invece di disperarsi, ricordava a se stessa chi fosse Dio. James aveva già scelto di seguire il Signore, ma in quella fase difficile era stato facile perdere di vista la Sua guida. Ascoltare quel verso fu come fare un respiro profondo e riempire la mente d’aria fresca. Capì che i suoi sentimenti non andavano ignorati, ma rimessi al giusto posto. Al primo posto, invece, doveva esserci la scelta di continuare a sperare in Gesù, proprio come aveva fatto al momento della sua conversione.
Poteva già gioire della cura del Signore, esattamente come faceva suo padre. Con questa consapevolezza, James sentì nascere in sé emozioni nuove: pace e gratitudine. Sapeva che solo con l’aiuto di Dio avrebbe potuto affrontare la quotidianità e vivere i propri sentimenti nel modo giusto, senza più lasciarsi sopraffare.



