Dalle parole ai fatti

Samuele guardava le foto delle vacanze estive, pensando al tempo trascorso con gli amici prima di iniziare l’ultimo anno di scuola superiore. Sorrise ripensando alle giornate passate sotto il sole e alle conversazioni avute in disparte con alcuni di loro. Aveva avuto l’occasione di parlare della sua recente decisione di credere in Gesù. Alcuni lo avevano ascoltato con attenzione, facendogli anche domande profonde. Questo gli aveva dato speranza: forse qualcuno di loro voleva davvero capire di più!

Poi il suo pensiero andò alle serate più “movimentate” passate in vacanza con gli amici. Si rese conto che non si sentiva più a suo agio. Capiva che questo cambiamento era dovuto alla presenza dello Spirito Santo nella sua vita. Era come una protezione, una nuova sensibilità verso ciò che non appartiene alla vita di chi segue Gesù. Ma dentro di lui c’era un conflitto. Da una parte desiderava che i suoi amici conoscessero Gesù e lo seguissero, dall’altra però, voleva che tutto rimanesse come prima. Era un vero dilemma!

L’anno scolastico era pieno di feste: dopotutto era l’ultimo insieme prima della fine del liceo. Samuele partecipava volentieri, perché gli amici erano importanti per lui, ma viveva quelle serate in modo diverso. Ogni tanto qualcuno gli chiedeva il perché e così nasceva l’occasione per invitarlo al gruppo giovani che frequentava.

Alcuni accettavano, altri rispondevano: “magari più avanti”. Poi arrivò un’opportunità speciale: invitare gli amici alla serata di capodanno organizzata dalla sua chiesa. Il gruppo giovani aveva preparato tutto: cibo buonissimo, giochi, sketch divertenti, gare, fuochi d’artificio e un buffet di dolci per il brindisi finale. Il vero scopo dell’evento era stare insieme, vivere un momento di festa sano, gioioso e autentico.

Samuele voleva davvero invitare i suoi amici, perché sapeva che sarebbe stata una bella esperienza per loro. Ma era indeciso: prima della cena era prevista anche una breve riflessione biblica. Desiderava che i suoi amici scoprissero la bellezza di vivere con Gesù, ma temeva anche la loro reazione.

Passò più di una settimana con una profonda lotta interiore. In quel tempo si rese conto che aveva paura di ciò che gli altri avrebbero pensato di lui. Ma capì anche che quello era un momento decisivo: un’occasione concreta per manifestarsi veramente come discepolo di Gesù. Era un’opportunità per dimostrare il suo amore per Gesù e anche per i suoi amici. Pregò il Signore chiedendo il coraggio di invitarli. Sperava che Dio potesse operare nella loro vita così come aveva fatto nella sua. Mentre rifletteva, pensò che da questo invito sarebbero potute nascere delle conversazioni importanti e così lo fece!

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